Salerno conquista il mondo anche attraverso la forza della comunicazione

Si chiama Brand Paese e per i non addetti ai lavori ha solo un suono vagamente esterofilo. Per coloro i quali invece operano quotidianamente nel settore della comunicazione professionale, sarà difficile non riconoscere la forza impattante di una mirata azione di marketing e di promozione compiuta sulla città di Salerno.

Attraverso importanti investimenti promossi dall’Amministrazione, e con l’ausilio di lungimiranti imprenditori della provincia, la protagonista di cemento delle più struggenti liriche di Alfonso Gatto è riuscita a scrollarsi di dosso nell’arco di un ventennio i panni scomodi dell’alternativa turistica per i visitatori della Campania.

Con oculatezza e intraprendenza è stata costruita un’immagine ben definita agli occhi dell’opinione pubblica nazionale ed  internazionale. Una rappresentazione per nulla stereotipata, resa a colpi di interventi urbanistici – dalla Stazione Marittima, neo inaugurato gioiello dell’architetto iracheno Zaha Hadid, passando per la monumentale Cittadella Giudiziaria, per giungere al tanto discusso Crescent del visionario Bofil – e di iniziative culturali dalla vocazione sempre differente – le Luci d’Artista, le mostre sulla prima Scuola Medica della storia occidentale -.

Salerno, in questo modo, è riuscita a diventare un “prodotto” di altissimo profilo, capace di essere riprodotto anche su vasta scala. I nuovi turisti, nel perimetro urbano, percepiscono realmente ed in modo compiuto le identità, le tipicità, le differenze e soprattutto le appartenenze di una città che modifica sé stessa, pur non tradendo la propria anima millenaria. Questi concetti, noti dal punto di vista teorico, sono diventati i fari di una avveneristica promozione territoriale e l’effetto cascata di una guida politica riconoscibile, autorevole, che negli anni ha saputo pianificare una strategia, stabilire degli obiettivi e organizzare le risorse. E che si è dimostrata in grado di imporre regole comuni.

Il risultato? Un aumento dei visitatori dal 2000 ad oggi in una città che sul territorio nazionale ed all’estero era sinonimo soltanto di anello di congiunzione tra la Costiera Amalfitana e quella Cilentana. Si è imposta, insomma, una differente gestione della cosa pubblica – con una comunicazione più efficace tra i vari Enti – e un definitivo ingresso dei privati.