Amministrative 2016: la Realpolitik tenta la strada del rinnovamento

Si avvicinano rapidamente le elezioni comunali 2016. Ovviamente Roma e Milano, anche per la carica simbolica

della posta in palio, il voto nelle due Capitali d’Italia, monopolizzano l’attenzione dei media nazionali e del mondo web.

A ben vedere, però, osservando i Comuni che rinnoveranno le proprie Cariche amministrative nel prossimo mese di giugno, può cogliersi l’importanza cruciale dell’esito della battaglia per molti dei partiti politici tradizionali.

Andranno alle urne, infatti, complessivamente 1.351 Comuni di Regioni Ordinarie e a Statuto Speciale.

Napoli, Torino, Bologna, Cagliari, Trieste, Ravenna, Rimini, Salerno, solo per citarne alcuni.

Anche se l’attenzione generale è concentrata pressoché in via esclusiva su Roma e Milano, dunque, il voto di giugno avrà con molta probabilità un peso influente anche nei corridoi e nei palazzi della politica governativa e nazionale in genere.

Sebbene gli analisti politici abbiano cercato spesso di interpretare il voto nazionale e locale in modo disgiunto, con intenzioni di voto fondate essenzialmente su presupposti ben diversi, giova rammentare che successivamente al voto delle scorse elezioni europee, il positivo risultato del PD fu posto come pietra angolare per colmare la carenza di legittimazione popolare del Governo Renzi.

Appare evidente, allora, il mutamento di scenario in atto.

Il concetto di democrazia va modificandosi lentamente ma inesorabilmente nelle società occidentali, ed in tal senso l’opinione pubblica italiana conserva ancora nella memoria il battage mediatico messo in campo in occasione delle scorse elezioni regionali in Francia, con il paventato rischio exploit del Front National di Marine Le Pen.

La società civile italiana è in fermento, le ideologie novecentesche appaiono definitivamente tramontate e le applicazioni pratiche scaturenti dal concetto generale di realpolitik hanno maggiori probabilità di successo in termini di consenso e di riscontro alle urne. 

L’ideologia cede il passo al pragmatismo ed alla capacità di risolvere problemi, dal più piccolo Comune d’Italia alla dimensione europea nel suo complesso.

Per tali motivi, i Partiti politici tradizionali che continuano ad attingere i propri voti da bacini elettorali legati  ancora per certi versi alle ideologie novecentesche, corrono i rischi maggiori elezione dopo elezione, dinanzi a nuovi laboratori politici postmoderni, fluidi e dinamici.