Berlusconi e la sfida della vita: il polo dei moderati

La grande occasione di riformare l’area politica italiana di centrodestra capita nuovamente tra le mani di Silvio Berlusconi.

Dopo gli errori commessi nel passato, con la brutale rottura mediatica nei confronti dello storico Leader della destra, Gianfranco Fini, si ripresenta ora l’opportunità per il Cavaliere di assumere le vesti scomode di Statista e non  di politico del “qui ed ora”.

Il trend politico – culturale appare già tracciato, per coloro i quali abbiano occhi per scorgere oltre la collina.

Nessuno intende sottrarre merito all’azione politica di Berlusconi nel periodo storico della cosiddetta Seconda Repubblica. Come già affermato, infatti, egli è stato il solo leader di centrodestra che abbia avuto la capacità di ricercare e concretamente mantenere l’unità nello schieramento di riferimento.

Attualmente, però, la situazione politica italiana è completamente differente e deve essere analizzata per ciò che è, abbandonando quel forte richiamo di piegare la realtà alla teoria propugnata.

Pragmatismo e lungimiranza, ad un tempo. Ecco ciò che il ventre produttivo della Nazione e l’area moderata della società chiedono oggi a Silvio Berlusconi.

Fossimo nei panni dei suoi stretti consiglieri, gli chiederemmo di operare per una scelta di campo drastica: abbandonare definitivamente al loro destino politico le anime maggiormente populiste ed estremiste degli “pseudo alleati”, in particolare Fratelli d’Italia e Lega Nord, rappresentate da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, e ricercare un dialogo, invece, con soggetti diversi, per ricreare quello spirito di unità e di esaltazione solo temporaneamente perduto.

Peraltro, la strategia attuata nella contingenza da Forza Italia, rischia nel medio periodo di contribuire ulteriormente all’erosione del proprio elettorato, in favore del PD, da un lato, e dall’altro proprio di Lega Nord e Fratelli d’Italia.

Ci si riferisce, in sostanza, al classico gioco a somma zero, totalmente in sfavore di Forza Italia.

Una decisione, dunque, va presa. Meglio oggi che domani.

Invertire la rotta di un declino che i più rappresentano come scontato, non è mai semplice. Proprio per questo motivo, il Cavaliere dovrebbe ragionare da Statista ed operare su due dimensioni politiche diverse.

Anzitutto, secondo il parere di chi scrive, riannodare i legami recisi con la Destra di Francesco Storace e gli storici esponenti di ciò che fu Alleanza Nazionale, cominciando dalla Regione Lazio, è operazione essenziale  per frenare l’ascesa anche mediatica di Fratelli d’Italia e Lega Nord. Trattasi certamente di uomini con  ideali prettamente di destra, ma pur sempre dotati di uno spessore umano, politico, culturale, distante anni luce dalla furia distruttrice in particolare di Fratelli d’Italia.

Sul secondo versante, invece, coadiuvato dagli spiriti più costruttivi pur presenti in Forza Italia, Berlusconi dovrà assumere il compito più complicato, ma sicuramente più appagante: ricreare quel polo dei moderati, sospinto da autentico afflato liberale.

Ed in tal caso, gli interlocutori non possono che essere soggetti politici quali Flavio Tosi, Corrado Passera, Gaetano Quagliariello, già da tempo all’opera con i loro rispettivi movimenti, per dare vita a questo grande sogno.

Esiste altra alternativa? Secondo noi no, ma è doveroso sottolineare che attualmente Forza Italia, oltre la grave emorragia in termini elettorali in cui versa, è attraversata da una pericolosa deriva ideologica che ha trasformato il partito in qualcosa di alieno, sol pensando alle sue origini ed al patto fondativo.

Ragion per cui, la sua naturale destinazione è il ritorno ad un posizionamento nella grande area della moderazione, soprattutto per riaccendere quella passione politica sopita nel cuore di tanti elettori, divisi tra astensionismo crescente e parziale risposta ai propri bisogni nel rifugio scomodo del PD.

E’ una grande sfida. Si lasci tentare Cavaliere.