Ecco perché la paternità di Nichi Vendola ha spaccato l’opinione pubblica

“E’ arrivato un bimbo. Concentriamoci su questo. C’è una vita nuova in una famiglia che è diventata già pazza di lui. E che non vede l’ora di abbracciarlo”. E’ bastato questo tweet di Patrizia Vendola per confermare le indiscrezioni sulla paternità del fratello Nichi. L’ ex governatore della Puglia, difatti, è diventato il secondo genitore di Tobia Antonio, il bambino nato negli Stati Uniti con la tecnica della maternità surrogata.

Le polemiche, a questo punto, si sono sprecate: da destra a sinistra si sono levate le voci indignate dei rappresentanti politici che nella scelta del primo rappresentante di SEL e del compagno Ed Testa hanno visto solo un atto di egoismo.

Angelino Alfano, ad esempio, ha tenuto a ribadire la sua posizione contraria a “ogni forma di adozione da parte di coppie formate da persone dello stesso genere”. Vittorio Sgarbi, con i toni aspri che lo hanno sempre contraddistinto, non ha fatto ricorso a giri di parole e ha definito il bambino “una persona che i due uomini si sono costruiti a tavolino come un peluche”.

Anche Beppe Grillo attraverso la colonne del Corriere della sera ha sottolineato: “c’è qualcosa nel concetto di utero in affitto che mi spaventa e non ha nulla a che fare con l’omosessualità o l’eterosessualità, ma la logica del “lo facciamo perché è possibile””.

Dal canto nostro, come è buona norma, non pretendiamo di dare giudizi insindacabili, ma ci concediamo il lusso di una piccola riflessione: era questa l’idea di “diritto all’amore” per cui si sono battuti i fautori delle Unioni civili?